Una nuova normativa sul lavoro “agile”

da | 10/10/2020 | Atti parlamentari | 0 commenti

Il lockdown ha fatto precipitare, da un giorno all’altro, milioni di lavoratori italiani nello smart working non pianificato. Una condizione di disagio e caos lavorativo, tra spazi inadeguati, strumentazioni insufficienti e, spesso, nella totale assenza di regole sugli orari di lavoro. Sulla base di questa esperienza, è urgente modificare la normativa in materia, anche per preparare il mercato del lavoro all’orientamento di molte aziende italiane intenzionate a ricorrere allo smart working e al telelavoro anche dopo l’emergenza».

Con questi presupposti, il deputato del Movimento 5 stelle, Andrea Vallascas, ha presentato una proposta di modifica della legge 22 maggio 2017, n. 81, in materia di lavoro agile (Smart working).

«Sono stati circa sette milioni e 800mila i lavoratori rimasti a casa durante il lockdown – spiega Vallascas –. Di questi, un milione e 800mila hanno continuato a lavorare dalla propria abitazione. E se pensiamo che, prima dell’emergenza, le persone che lavoravano da remoto, erano appena 500mila, comprendiamo lo stravolgimento che l’emergenza ha provocato sul nostro modo di lavorare».

«L’eccezionalità del momento – prosegue – non ha permesso nessuna pianificazione sull’organizzazione del lavoro, sugli spazi, sul lavoro per obiettivi, né un’adeguata preparazione. In molti casi, i lavoratori italiani hanno dovuto fare i conti con il “nomadismo domestico”, con i turni in famiglia per l’uso di pc e tablet e con la totale assenza di regole sugli orari di lavoro, per non parlare del mancato rispetto del diritto alla “disconnessione” e del maggiore carico domestico che è ricaduto sulle lavoratrici».

«Questa proposta di legge – aggiunge Vallascas –, che modifica la legge 22 maggio 2017, n. 81, nasce da un’analisi di quanto accaduto. L’obiettivo è rafforzare le tutele del lavoratore, migliorare la qualità del lavoro e delle prestazioni e garantire il rispetto della vita privata. La proposta interviene su quegli aspetti che si sono dimostrati più “deboli”: sulle competenze necessarie, sugli spazi, sulle dotazioni tecnologie necessarie e sul rispetto degli orari di lavoro e del diritto alla “disconnessione”».

«In particolare – spiega Vallascas –, oltre a fornire una chiara definizione del lavoro agile, la proposta stabilisce le modalità di adesione allo smart working e i criteri per la sottoscrizione degli accordi tra lavoratori e datori di lavoro. Accordi ne quali vengono definiti l’organizzazione del lavoro, in base a programmi e obiettivi, gli standard di spazi e dotazioni strumentali, le integrazioni stipendiali per gli strumenti tecnologici, informatici e di telecomunicazione e per la copertura dei costi delle utenze dell’energia elettrica, della telefonia fissa e mobile, delle connessioni alla rete internet».

«Il lavoro agile – conclude – non deve diventare un’occasione per abbattere i costi di produzione a discapito delle condizioni dei lavoratori. La proposta prevede, quindi, l’obbligo di alternanza tra periodi di lavoro agile e di lavoro in presenza, per garantire la formazione e crescita professionale del lavoratore, attraverso la partecipazione attiva alla vita in azienda. E introduce misure per il rispetto degli orari di lavoro e del diritto alla disconnessione, anche attraverso la promozione delle buone pratiche e la diffusione di protocolli e codici etici

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati

Consumo di suolo

Consumo di suolo

Per il ciclo di dirette su Politica, Società e Sostenibilità.In questa puntata parleremo di: Consumo di suoloInterverranno: Andrea Vallascas - Deputato Edoardo Bit - Architetto Letizia Trento - Consulente aziendale...

Troppi ritardi nell’assistenza e cura domiciliare

Troppi ritardi nell’assistenza e cura domiciliare

protocolli “Covid a casa” stentano a decollare in molte aree del Paese. Così risulta inefficace proprio il sistema che avrebbe dovuto garantire terapie tempestive a domicilio e alleggerire la pressione sugli ospedali

Consumo di suolo

Voto di fiducia Governo Draghi

https://youtu.be/w5GtD0LkG4g Voterò No al Governo del tutti insieme appassionatamente, non credo nei governi di salvezza nazionale, né nei salvatori della patria. Lei Presidente più di tutti è l'emblema del potere delle élites finanziarie, è stato tra i principali...

Ruolo sempre maggiore dell’idrogeno nelle future politiche energetiche e industriali del Paese

Ruolo sempre maggiore dell’idrogeno nelle future politiche energetiche e industriali del Paese

L’idrogeno pulito da fonti rinnovabili è destinato ad avere un ruolo sempre maggiore nelle future politiche energetiche e industriali. Un futuro che si sta decidendo oggi con i progetti legati alle risorse del Recovery Fund e a quelli che accompagneranno la fase di transizione. Per questo, è importante conoscere sia le iniziative e le strategie di politica industriale del Governo per lo sviluppo dell’idrogeno sia l’organismo incaricato di coordinare i numerosi progetti ad esso legati

Archivi