Guida Montana

Guida montana e Maestro d’arrampicata: «Sardegna esclusa da un’importante opportunità turismo e occupazione»

COMUNICATO STAMPA

Roma, 18 settembre 2014 – «Un’importante opportunità di lavoro e di sviluppo turistico negata ai sardi per una serie di incomprensibili e inutili adempimenti che di fatto ritardano il riconoscimento nell’isola di una particolare figura professionale».

E’ quanto afferma il deputato del Movimento 5 Stelle, Andrea Vallascas, in un’interrogazione al Ministro del Turismo nella quale sollecita un chiarimento sui ritardi nel riconoscimento della figura professionale di guida montana e maestro d’arrampicata.

«In questi anni – spiega Vallascas – il settore turistico ha individuato nuovi modelli di sviluppo che valorizzano il patrimonio naturalistico e il particolare territorio dell’isola. La Sardegna, per la presenza di luoghi impervi, paesaggi rocciosi, grandi pareti e canyon, è diventata meta di escursionisti e di appassionati degli sport legati alla montagna. Una grande opportunità per l’industria del turismo e per l’occupazione con l’impiego di guide montane esperte in grado di accompagnare e guidare gli escursionisti nei percorsi rocciosi».

«La beffa – prosegue il deputato del Movimento 5 Stelle – è che proprio i sardi sono esclusi da queste opportunità. Una vecchia legge dello Stato stabilisce che le abilitazioni per accedere alla professione debbano essere quelle previste per una guida alpina, con la conoscenza di un’ampia gamma di tecniche alpinistiche, sci-alpinistiche e sciistiche per esercitare l’attività su roccia, su ghiaccio e su neve».

«Si tratta di requisiti e abilità – aggiunge Vallascas – che non si possono acquisire in Sardegna. La conseguenza è che nella nostra isola possono operare solo coloro che provengono da altre regioni con il patentino da Guida alpina».

«Una soluzione – conclude – era stata prospettata dalla Regione con l’istituzione della figura professionale della Guida montana e Maestro d’arrampicata, soluzione che si è arenata nella definizione per dei ritardi da parte del Collegio nazionale delle Guide alpine che avrebbe dovuto definire i nuovi criteri per l’abilitazione delle guide in Sardegna. Al Ministro è stato chiesto di intervenire per accelerare le procedure di riconoscimento della figura professionale».

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fonte: www.andreavallascas.it

Comments

  1. Problema eterno e inspiegabilmente irrisolto!
    Ad ogni Bitas, tutti gli anni, ricordo all’assessore in carica (spesso diverso) che questo è un problema da affrontare. Tutti, ma proprio tutti, hanno sempre replicato che se ne sarebbero fatti carico, e poi nulla.

    Speriamo che in parlamento la questione smuova più attenzione,
    grazie Andrea!

  2. Sono molte le guide alpine che credendo in un sogno hanno fatto molti sacrifici x spostarsi e fare il corso nazionale, sarebbe troppo comodo fare figure legate al territorio in cui vivono non escludendo il fatto che una volta qualificate e riconosciute chi gli vieterebbe di andare a lavorare in alpi rendendo la figura della guida alpina inutile o limitata solo all’alta montagna!

  3. A mio parere si dovrebbero individuare dei profili professionali con caratteristiche tecniche ed esperienze specifiche ad esempio istruttore di falesia, accompagnatore montano ecc. perchè una persona può essere capace ed interessata ad insegnare l’arrampicata sportiva ma per nulla capace e per niente interessata allo scialpinismo; chi vuole essere un tuttofare o decide di lavorare in ambiente alpino dove è necessaria una conoscenza più legata all’alta quota può sempre propendere per il percorso classico da guida alpina.

  4. Già da oltre 20 anni il collegio nazionale delle guide alpine chiede al governo una modifica alla propria legge quadro 6/89 per poter inserire la figura del maestro d’arrampicata! Non trovo corretto che una singola regione legiferi autonomamente nascondendo la cosa sotto il nome di guida montana…esiste già la figura dell’acconpagnatore di media montagna. Solo lo stato puo legiferare in ambito di libere professioni. Io lavoro come guida alpina su tutto il territorio italiano e sono stanco di vedere abusivi o figure malamente formate che si improvvisano professionisti in terreno di montagna.

  5. Sono pienamente d’accordo con Andrea Grosso ” individuare dei profili professionali con caratteristiche tecniche ed esperienze specifiche ad esempio istruttore di falesia”…”una persona può essere capace ed interessata ad insegnare l’arrampicata sportiva ma per nulla capace e per niente interessata allo scialpinismo”,
    figure che debbono essere completamente distinte da quelle di guida alpina onde evitare i timori comprensibili e legittimi di Marco e di Cristian.
    A questo proposito per aggirare le lungaggini parlamentari di Roma trovo anch’io auspicabile che si crei una scuola regionale sarda in palestre di arrampicata in contesti naturali come per esempio ad Ulassai che già è frequentato da professionisti esperti in grado sia di insegnare sia di promuovere lo sviluppo di un territorio unico nel suo genere a livello europeo.

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