Una poltrona per due: De Vincenti e Calenda

da | 5/07/2017 | Articoli | 0 commenti

una poltrona per due

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Per le vertenze sarde saranno le famose Calende greche. Qualcuno si chiederà dove finiranno le decine di vertenze aperte nella nostra Isola, con il nuovo (si fa per dire) Governo Gentiloni, che non è altro che una ripetizione sfacciata del Governo del fiorentino.

Il nuovo Governo ha sentito l’urgenza di dividere la “poltrona”. Adesso abbiamo due ministri, che in teoria si occupano della stessa cosa. Claudio De Vincenti viene nominato ministro del Mezzogiorno e Coesione sociale. Carlo Calenda è confermato allo Sviluppo economico.

Che l’azione di quest’ultimo fosse stata fallimentare (anche se ammirevole la sua gita in Sardegna in epoca referendaria) non avevamo dubbi. Ma assistere a uno scorporo, per le politiche per il Mezzogiorno e le Isole, ha del ridicolo se non avesse delle ripetizioni storiche drammatiche. A sentire la parola “Mezzogiorno”, la memoria torna, alle politiche democristiane che si, orientavano sul piano teorico al suo sviluppo, ma che di fatto avevano la finalità di oleare la macchina del consenso, attraverso la creazione di un’impalcatura clientelare.

Questa strategia DC 2.0, ricorda “il pesce fritto” di Don Vincenzo e quella cattiva politica che del mezzogiorno ha fatto una miniera d’oro per il malaffare, condannandolo a una lenta agonia. Non solo, dunque Renziloni non manifesta discontinuità rispetto al sistema che ha segnato il destino dei giovani del Mezzogiorno, ma imita il peggio della prima Repubblica. A cosa servirà questo Ministero, se è ben chiaro che Gentiloni sarà il Re di Maggio? A perseguire la caccia al voto.

Proprio in quei territori che hanno sollevato la testa e detto No, come la nostra Isola, che si è distinta con il suo 72% di No. Nessuna volontà di colmare i ritardi con adeguate politiche di sviluppo a favore dei giovani del Mezzogiorno, ma l’ennesimo colpo a questa democrazia, sempre più terra di conquista del brigantaggio politico.

fonte: www.andreavallascas.it

articolo pubblicato su Cagliaripad, all’interno della rubrica CagliariPed – Parlamento e dintorni, il giorno 16 dicembre 2016

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