Perché siamo sempre più poveri. Il cancro della deflazione indotta dall’Euro. (La situazione spiegata facile). Parte 2/4

da | 10/03/2014 | Articoli, Novità | 0 commenti

[precede 1] Ci dice che quando sale l’inflazione, la disoccupazione diminuisce, cioè crescono i posti di lavoro. Si potrebbe anche dire che se crescono i posti di lavoro l’inflazione sale e che dunque se i posti di lavoro diminuiscono la disoccupazione cresce! Se vogliamo capire perché l’economia Italiana appaia ormai destinata a un dapprima lento e poi sempre più veloce declino con chiusure di massa, delocalizzazioni inarrestabili e disoccupazione dilagante, dobbiamo allora andare a vedere quale sia il tasso di inflazione corrente. In Italia è prossimo allo zero e per quanto riguarda il tasso relativo a beni e servizi nel mercato è già da un po’ di mesi andato in deflazione cioè sotto lo zero. Questo significa che i prezzi diminuiscono (Fig. 5).

Fig. 5 – Indice dei prezzi al consumo (CPI) Italia negli ultimi mesi. [cliccare sopra le immagini per ingrandirle]

Fonte: (http://it.global-rates.com/statistiche-economiche/inflazione/indice-dei-prezzi-al-consumo/cpi/italia.aspx)

Fonte: (http://it.global-rates.com/statistiche-economiche/inflazione/indice-dei-prezzi-al-consumo/cpi/italia.aspx)

La diminuzione dei prezzi comporta degli effetti molto negativi per le persone normali e abbastanza positivi per il sistema finanziario in genere e in particolare per le banche. Quando i prezzi diminuiscono le imprese abbattono l’offerta e restringono l’occupazione in attesa di ricontrattare il costo del lavoro. I contratti del lavoro devono essere rivisti al ribasso e per fare questo spesso è necessario licenziare per poter riassumere a prezzi stracciati. I possessori di liquidità vedono crescere il valore del loro denaro che può acquistare più beni ma i debitori di mutui rischiano di vedere crescere il loro debito fino a livelli insostenibili e falliscono. Le banche che nel loro patrimonio hanno crediti e titoli vedono crescere il valore del loro patrimonio in termini reali, In particolare le banche Tedesche, a meno che questi crediti non diventino inesigibili per effetto dei fallimenti; in questo caso viene trascinato nella polvere anche chi ha dato soldi in prestito. Ma cosa provoca la deflazione? In un sistema economico sano, la massa monetaria immessa nel sistema dalla banca centrale deve essere tale da soddisfare le esigenze di negoziazione negli scambi di mercato. Tutti sappiamo che nelle attività di impresa il denaro il più delle volte non lo si possiede ma lo si chiede in prestito. A prestarlo sono le banche che a loro volta vengono finanziate dalla banca centrale o dal mercato interbancario. Senza questi finanziamenti le banche non prestano soldi a nessuno. In questo momento il mercato interbancario è fermo perché le banche, i cui bilanci sono pieni di titoli tossici non si fidano l’una dell’altra e non si prestano soldi a vicenda e la BCE ha concesso prestiti a bassi tassi attraverso lo strumento del Quantitive Easing, alle banche al solo scopo di consentire alle stesse di speculare sul finanziamento dei debiti sovrani a tassi speculativi al fine di ripianare i propri bilanci e non certo per rifinanziare il sistema produttivo. In pratica la BCE che dovrebbe stimolare l’economia stampando moneta esattamente come si fa in Giappone o negli Stati Uniti, per effetto del suo statuto, preteso dalla Germania, non può creare valuta in alcun modo se non creando altri squilibri debitori. La mancanza di moneta conferisce più valore a quella circolante e i prezzi scendono cioè sono necessari meno Euro per acquistare lo stesso bene. In questo contesto si può notare come l’Italia sia stata l’unico paese ad essere per davvero penalizzato dalla stretta monetaria (Fig. 6). L’offerta di moneta (M1) in Germania, Francia e Italia dal 2002 ad oggi. Dopo il 2010 Francia e Germania hanno continuato a fruire di un aumento dell’offerta di moneta, mentre per l’Italia i “rubinetti” sono stati chiusi.

Fig. 6 – Offerta di moneta M1 In Italia, Germania e Francia  [cliccare sopra le immagini per ingrandirle]

(Fonte www.economiapericittadini.it)

(Fonte www.economiapericittadini.it)

Ricapitolando. La crisi scoppiata per effetto degli indebitamento del sistema finanziario dovuto alla speculazione ha indotto la BCE ad aggiustare in conti delle banche a spese dei contribuenti costringendo gli stati a pagare tassi altissimi alle banche per ottenere il finanziamento della propria spesa corrente e del proprio debito a scadenza. Questo ha innescato forti politiche di restringimento della spesa pubblica che hanno depresso spesa ed investimenti generando un forte calo della domanda e discesa repentina dei prezzi ancora a vantaggio del sistema creditizio. Questa politica del rigore scelta dalla BCE e dalla Unione Europea come abbiamo visto aggiusta i conti delle banche ma provoca la distruzione del tessuto produttivo, dilagante disoccupazione e rinuncia al welfare state cioè a quelle politiche di redistribuzione dei redditi attraverso sussidi e pensioni alla popolazione meno agiata. Lo strumento di questa disastrosa politica economica è l’EURO. [segue 3]

di Nicola Di Cesare

fonte : www.andreavallascas.it

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