Parco Geominerario: «Dopo due anni dalla fine del lungo commissariamento, resta un immenso patrimonio sprecato

Dopo due anni dalla fine della lunga fase commissariale, il Parco Geominerario della Sardegna continua ad essere un immenso patrimonio sprecato. Invece di essere il motore di sviluppo per un ampio territorio dell’Isola, oggi, è una risorsa condannata all’immobilismo e all’abbandono».  

È quanto afferma il deputato del Movimento 5 stelle, Andrea Vallascas, in un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente  e della Tutela del Territorio e del Mare, in merito alla situazione di immobilismo gestionale e operativo del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna: una situazione grave, sfociata con l’uscita, lo scorso anno, dalla rete europea e globale Geoparks dell’Unesco.  

«Due anni fa – spiega Vallascas – la notizia della nomina del presidente era stata accolta positivamente perché segnava la fine di una lunga fase commissariale controversa che aveva caratterizzato buona parte della vita del parco, limitando l’operatività dell’organismo e, di fatto, compromettendo le attività di promozione e valorizzazione delle potenzialità di una risorsa di straordinaria rilevanza internazionale che ha destato l’attenzione dei maggiori organismi impegnati nella tutela dei beni culturali e ambientali».  

«Invece – prosegue – questa speranza di rinascita è stata delusa. Nonostante le potenzialità di sviluppo e di lavoro che potrebbe avere per un’ampia porzione del territorio regionale, non solo il parco non è operativo, ma ha perso anche i riconoscimenti internazionali che rappresentavano un’importante e ulteriore risorsa da sfruttare».  

«Mi riferisco – aggiunge Vallascas – all’esclusione dalla rete dei Geoparks Unesco per un’accertata carenza di attività di comunicazione, promozione e trasparenza, e con la segnaletica e il sito internet assenti o inadeguati. Una situazione che ha spinto gli ispettori Unesco ad affermare che “la gente non sa nulla delle sue attività, segno che non esistono o on sono comunicate a dovere”». 

«Ad aggravare questo quadro – conclude – e a gettare un’ombra sulle attività di bonifica e rilancio del parco si aggiungono le notizie in merito all’inchiesta attorno all’operato dell’ex Ati Infras. Si tratta di una situazione complessa che necessita di un intervento del Ministero al quale ho chiesto di avviare le procedure di vigilanza e controllo per verificare la corretta e diligente gestione del Parco e delle risorse ad esso destinate con l’obiettivo di individuare eventuali responsabilità di questa situazione di stallo. L’obiettivo è rimuovere eventuali ostacoli e rendere pienamente operativa e fruibile questa grande risorsa della Sardegna».  

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