la rete unica a banda larga è strategica per la sicurezza nazionale

da | 17/12/2021 | Interrogazioni, Uncategorized | 0 commenti

“La rete a banda ultra larga è un’infrastruttura strategica per la sicurezza nazionale: il suo controllo deve essere italiano. Oggi, con l’offerta del fondo americano Kkr per l’acquisizione di TIM, emerge con forza la necessità di realizzare un progetto di rete unica da affidare a una società a prevalente partecipazione pubblica, per evitare che i dati sensibili siano gestiti all’estero e per garantire la terzietà nella gestione rispetto alla concorrenza dei molteplici operatori commerciali”. Lo afferma Andrea VALLASCAS, deputato di Alternativa che ha presentato un’interpellanza in merito agli orientamenti del Governo sulle ipotesi di istituire un organismo, a prevalente partecipazione pubblica, in grado di gestire le infrastrutture di rete a banda ultra larga, con un modello wholesale-only: una rete neutra aperta a coloro che ne facciano richiesta. “Il modello di gestione dell’infrastruttura – spiega VALLASCAS – sarebbe simile a quello di Terna per quanto riguarda la trasmissione ad alta tensione. C’è la necessità di un gestore che non sia vulnerabile rispetto ai condizionamenti dei mercati e al rischio di eventuali cessioni, tutti elementi che possono minare il controllo italiano della rete con risvolti preoccupanti per quanto riguarda la sicurezza nazionale e la tutela dei dati”. “Questa ipotesi – prosegue – è sostenuta dal fatto che proprio l’operazione avviata da Kkr ha messo in luce i rischi cui potrebbe essere esposto il nostro sistema di telecomunicazioni, visto che l’acquisizione riguarda una società come TIM che detiene diversi asset considerati strategici per la sicurezza nazionale”. “Pensiamo – aggiunge l’esponente di Alternativa – alla questione della backbone. Si tratta, insieme alla cosiddetta rete primaria e secondaria nazionale, dei 600 mila chilometri di cavi in fibra ottica, in gran parte sottomarini, operati dalla controllata Sparkle e sulla cui cifratura e sicurezza vigila la Telsy. In pratica, stiamo parlando dell’infrastruttura che è al cuore della nostra sicurezza nazionale, su cui si misurano i nostri rapporti di forza geopolitici su scala globale”. “Il progetto di rete unica – conclude VALLASCAS – controllata da un unico gestore, metterebbe al riparo da una eventuale perdita anche il patrimonio di competenze e conoscenze tecniche maturate in Italia”.

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