Non è più rimandabile la riapertura di palestre, cinema e teatri: il Governo definisca tempi e criteri per la ripresa in sicurezza delle attività»

«Ormai non è più rimandabile la riapertura di palestre, teatri e cinema. I  lavoratori dello spettacolo, della cultura e dello sport stanno forse pagando un prezzo troppo alto a causa dello stop prolungato delle attività. Il Governo stabilisca una volta per tutte tempi certi per le riaperture e protocolli che disciplinino in via definitiva l’accesso del pubblico per consentire la ripresa delle attività in piena sicurezza per lavoratori, publico e atleti». 

È quanto chiede il deputato Andrea Vallascas (Gruppo misto), in un’interrogazione ai Ministri della salute, della cultura, dello sport e delle attività produttive, in merito ai tempi di riapertura di palestre, piscine, cinema e teatri, chiusi dallo scorso 26 ottobre.

«E’ stato stimato – prosegue – che il settore dello sport e del fitness nel 2020 abbia subito un perdita di circa 5 miliardi e mezzo di euro. Mentre la Siae ha calcolato che nel primo semestre dello scorso anno, il settore degli spettacoli ha subito una contrazione della spesa di 1,8 miliardi di euro, circa il 72,9% in meno rispetto al primo semestre del 2019»;

«Dietro questi numeri – aggiunge Vallascas – ci sono migliaia di imprenditori e lavoratori altamente specializzati che hanno subito una pesantissima riduzione del reddito dai due lunghi periodi di chiusura. Un danno impossibile da recuperare con i soli fondi erogati che avrebbero coperto appena il 4 per cento delle perdite».

«Tra l’altro – prosegue – palestre, piscine, cinema e teatri hanno sostenuto  investimenti straordinari per riorganizzare gli accessi in base alle linee guida definite dallo stesso Governo, adottando protocolli rigidi che tra sanificazione dei locali, ingressi contingentati, distanziamento, obbligo della mascherina, ticket online, sono simili a quelli previsti per le visite mediche».

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«Nonostante queste precauzioni – conclude Vallascas – teatri, cinema e palestre continuano a restare chiusa. Una situazione che non può continuare. Al Governo viene chiesto di stabilire una volta per tutta dei protocolli per garantire l’accesso in sicurezza nelle strutture sportive e nei locali di spettacolo, per garantire la ripresa delle attività e dare un po’ di respiro a questi settori particolarmente penalizzati».

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