Grano Cappelli, è necessario fare chiarezza per salvaguardare una filiera

da | 6/12/2019 | Atti parlamentari, Interrogazioni | 0 commenti

COMUNICATO STAMPA

Grano Cappelli, Vallascas (M5s): «Dopo la sanzione dell’Antitrust, è necessario fare chiarezza per salvaguardare una filiera nata anche grazie agli agri è coltori della Sardegna»

Cagliari, 4 dicembre 2019 – «Dopo la sanzione comminata dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette nella commercializzazione del grano “Cappelli”, è urgente fare chiarezza sulla posizione dell’attuale titolare del contratto di esclusiva, per tutelare gli agricoltori e salvaguardare un’importante filiera nazionale nata e cresciuta soprattutto grazie all’impegno e al lavoro delle imprese agricole della Sardegna».

È quanto afferma il deputato del Movimento 5 stelle, Andrea Vallascas, che ha presentato un’interrogazione al Ministro delle politiche agricole in merito alla recente sanzione di 150mila comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alla Società Italiana Sementi (esclusivista su Licenza-Crea della varietà di grano duro “Cappelli”) per pratiche commerciali scorrette.

«Sono in tutto tre – spiega Vallascas – le pratiche rilevate dall’Autorità e sanzionate, con 50mila euro ciascuna, perché contrarie alla disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. La S.I.S. avrebbe, in primo luogo, subordinato la fornitura delle sementi alla riconsegna delle stesse da parte dei coltivatori, imponendo alle controparti un rapporto di filiera. Avrebbe anche ritardato o addirittura rifiutato in maniera selettiva la fornitura delle sementi ai coltivatori. Infine, avrebbe aumentato in maniera significativa e ingiustificata i prezzi delle sementi».

«Siamo di fronte – prosegue – a comportamenti gravi che potrebbero aver avuto ripercussioni negative sull’attività delle singole imprese agricole e sugli equilibri operativi e sulla stessa sussistenza delle filiere che si erano costituite prima dell’esclusiva ottenuta da SIS».

«Ricordo – aggiunge – che grazie agli operatori principalmente sardi, pugliesi e lucani, che oltre vent’anni fa avevano ripreso a coltivare il grano Cappelli, varietà ormai abbandonata, è nata una filiera nazionale di considerevoli dimensioni con importanti prospettive di redditività nel biologico».

«La sanzione – conclude Vallascas – sembra confermare le preoccupazioni che si erano diffuse all’indomani dell’affidamento dell’esclusiva alla S.I.S. nel 2016, a seguito della scadenza del precedente contratto con le società Scaraia (Basilicata) e Selet (Sardegna). Oggi, a fronte di un provvedimento grave, come quello adottato dall’Antitrust, si rende necessario un chiarimento del Ministero in merito alla vicenda per tutelare gli agricoltori del settore e salvaguardare le filiere».

campo coltivato a Grano

fonte – andreavallascas.it

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