Campagna antinfluenzale 2020 Troppi ritardi e troppe criticità

da | 13/11/2020 | Atti parlamentari, Interrogazioni | 0 commenti

Campagna antinfluenzale 2020, Vallascas (M5s): «Troppi ritardi e troppe criticità: a rischio i benefici che potrebbe avere nella lotta al Covid»

Cagliari, 10 novembre 2020 – «Troppi i ritardi e le criticità nell’avvio della campagna vaccinale contro l’influenza di stagione. In questo modo si mettono a rischio anche i benefici che la vaccinazione potrebbe avere nella lotta al Covid-19».

È quanto afferma il deputato del Movimento 5 stelle, Andrea Vallascas, in un’interrogazione al Ministro della salute, in merito ai ritardi registrati in Sardegna nell’avvio della campagna antinfluenzale 2020.

«Il Ministero della Salute – spiega Vallascas – ha attribuito alla campagna vaccinale contro l’influenza stagionale un ruolo cruciale nella lotta al Covid. Perché, se si riuscisse a ridurre la diffusione del virus influenzale, verrebbero ridotti anche i casi sospetti, che nella prima ondata del contagio avevano influito negativamente sulla tempistica delle terapie. Questo consentirebbe interventi immediati e mirati sui soggetti sintomatici, ma vaccinati contro l’influenza».

«Il Ministero, però – aggiunge – aveva anche consigliato di iniziare le vaccinazioni a ottobre per poter raggiungere per tempo la copertura nel periodo dei maggiori picchi d’influenza, tra gennaio e febbraio, anche perché l’emergenza COVID impone tempi di somministrazione del vaccino più lunghi rispetto agli anni scorsi. Se prima le procedure erano più rapide, con 30-40 persone in fila in ambulatorio e un tempo medio di somministrazione di 3-4 minuti, adesso sono necessarie numerose precauzioni che rallentano i tempi. Se l’anno scorso ogni medico poteva somministrare 80 vaccini in un giorno, oggi, secondo le organizzazioni di categoria, potrebbero arrivare al massimo a 40»

«Ma nonostante la necessità di avviare per tempo le vaccinazioni – prosegue –, le vaccinazioni procedono al rilento. A fine ottobre era stato distribuito ai medici appena il 40 per cento delle dosi, circostanza che ha vanificato il delicato lavoro di migliaia di loro che erano pronti da settimane ad affrontare la campagna vaccinale, organizzando turni e mettendo a disposizione i propri studi oltre l’orario ordinario di lavoro. E non solo».

«Secondo le organizzazioni di categoria – conclude Vallascas – la Regione avrebbe acquistato un numero di dosi pressoché analogo a quello dell’anno precedente, con la differenza che, adesso, con l’emergenza COVID-19, è aumentato il numero delle classi a rischio e dei soggetti a cui somministrare il vaccino. Tutto questo sta producendo gravi ritardi nell’avvio della campagna antinfluenzale, con il pericolo di vanificare gli effetti benefici nella lotta al COVID e di mettere a rischio la salute anche di quei pazienti più esposti che annualmente si vaccinano contro l’influenza».

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