L’onestà tornerà di moda

da | 18/02/2014 | Articoli, Novità | 0 commenti

Mi è stato chiesto qualche giorno fa, in tono polemico, quale sia la linea politica del Movimento 5 Stelle, quale il programma? Come spesso capita molti cittadini ancora vegetano, intellettivamente, assopiti da quasi mezzo secolo di indottrinamento fintamente “democratico”.

Il martellamento sistematico operato scientificamente dai giornali e dalle televisioni, ha come unico obiettivo educare a pensare tutti nello stesso modo, quello stabilito dal sistema dei partiti, questo ha prodotto coscienze totalmente acritiche e ostili a ogni tipo di cambiamento. Il nostro Paese, alle soglie della Terza Repubblica, non ha mai conosciuto una vera opposizione, ma vissuto per anni in un sistema di tipo consociativo, in cui maggioranza e opposizione governavano assieme, con l’unico obiettivo di consolidare potere e privilegi particolaristici. Il cambiamento, di cui noi siamo portatori, viene vissuto come una minaccia da alcuni, che non ne comprendono ancora il significato. Perché salire sui tetti per difendere l’articolo 138 della Costituzione? Perché occupare i banchi del Governo per impedire la svendita di Bankitalia? Tutto è sempre stato così, perché cambiare? Spesso mi viene contestato un fatto: la vostra azione politica si limita a occupare i banchi dell’opposizione e avete scelto di rimanere fuori dal Governo delle larghe intese, inciucci per noi, perché è una posizione comoda ed evita l’assunzione di una vera “responsabilità politica” nei confronti del Paese.

L'onestà è la migliore politica ed è la migliore strada per il progresso.

L’onestà è la migliore politica ed è la strada migliore per il progresso.

Rispondo invece che la nostra opposizione è a largo raggio, investe gli abusi, gli illeciti, e si spende a tutela delle poche regole rimaste una per tutte la Costituzione, a farlo siamo i soli e gli unici. Un esempio? Ci siamo opposti alla modalità di procedere del Governo sino a qualche giorno fa in carica, al l’uso indiscriminato dei Decreti Legge, in deroga a quanto stabilito dall’art. 77 della Costituzione (la riserva della potestà legislativa deve sempre e comunque essere esercitata dalle Camere ex art. 70 Cost.), questa viene ormai considerata una consuetudine da accettare. E ancora abbiamo avviato la procedura di messa in stato di accusa di Napolitano, perché da arbitro imparziale, è diventa Capitano di una Squadra, travalicando i poteri attribuitigli dalla carta costituzionale e derogando, al contempo, in modo arbitrario, dall’esercizio di alcune sue prerogative fondamentali per la salute della Repubblica (rinviare alle Camere con messaggio motivato le leggi non promulgate e chiederne una nuova deliberazione art.74);

Faremo e staremo ancora all’opposizione, sino a quando non saranno i cittadini a chiederci di andare al governo del Paese, attraverso un unico strumento: LIBERE ELEZIONI, perché siamo e saremo sempre leali al mandato degli elettori e alla volontà popolare. Molti non capiranno, ma saremo gli unici a opporsi ancora in modo convinto ai colpi di mano come quello a cui stiamo assistendo: il passaggio di consegne tra Letta e Renzi, che viene chiamato staffetta,ma è solo un dei soliti giochi di palazzo, arrivato al culmine di una crisi che si è scelto di gestire fuori dal Parlamento. Ci preoccupa e inquieta, non saliamo al Quirinale, ma incontriamo i cittadini perché acquisiscano consapevolezza dell’accaduto. Cosa ci riporta alla memoria questo ultimo avvenimento? I cambi della guardia dell’era DC, ci chiediamo è questa la novità del rottamatore? Queste sono le modalità di azione di chi spesso ci denigra su diversi fronti, di chi ci accusa di non essere costruttivi. Domande e osservazioni, talvolta critiche, di alcuni cittadini e gruppi politici, mi danno la misura di quanto lungo e faticoso sarà il percorso di cambiamento di una “certa” mentalità. 

L’onestà tornerà di moda non è solo uno slogan del Movimento, deve essere il punto fermo di tutti gli italiani.

Durante la campagna elettorale del 2013 è stato garantito che non si sarebbero fatti accordi con i partiti tradizionali, il nostro impegno è stato mantenuto, qualcuno potrebbe obiettare che la politica è fatta di compromessi. Ma noi abbiamo realizzato vedendo il “sistema” dall’interno, quale depravazione e livello di decadimento alberghi nel palazzo. Mediare in questo frangente sarebbe tradotto in un mescolarsi e amalgamarsi a una sostanza a cui siamo estranei: la corruzione della casta. Avremmo rischiato seriamente di comprometterci e tradire il mandato di chi ci ha eletto non per entrare nel sistema, diventandone parte, ma per cambiarlo, eroderlo, depotenziarlo. Si può, infatti, mediare tra chi sostiene a parole di essere affianco ai cittadini e che si prodiga unicamente nella cura dei propri interessi? Si può mediare con coloro che infrangono leggi, regolamenti, rimanendo impuniti?

La nostra linea politica esiste ed è fatta di azioni concrete, spesso oscurate dalla faziosità dei mass media: riduzione dei costi della politica, lo abbiamo fatto! partendo dai nostri stipendi, ma non solo, sostegno alle piccole e medie imprese ( a cui vanno direttamente parte dei nostri stipendi tramite l’apertura di un conto corrente apposito), alla ricerca, alla riqualificazione edilizia. È sotto gli occhi di tutti anche dei più faziosi e in malafede, il nostro lavoro di un anno, non sui tetti, ma sui banchi dell’opposizione, come l’approvazione di alcuni emendamenti di grande valore come lo stop delle cartelle Equitalia. Ma non solo, centinaia di proposte di legge, di interrogazioni, di ordini del giorno, continue e incessanti, seppellite a colpi di voti di fiducia e zittite da un metodo “tagliola”. Abbiamo delle regole: etiche, politiche, giuridiche, e vogliamo che queste vengano rispettate, abbiamo un “idea” di questo Paese, perché risorga e si risollevi migliore di prima. Questo è l’obiettivo del Movimento, questo è il “fare” dei 5 stelle, un azione politica in sui si parte da un assunto: dall’onestà non si può prescindere, il bene comune prima di quello del barone di turno. Siamo tutti chiamati a cambiare la nostra visione del mondo, a partire soprattutto da chi preposto a prendere le decisioni di tutta la nazione, ha il dovere di dare il buon esempio, questa è la nostra “Politica”, è questo lo stiamo già facendo, sarà poco? Forse però è già una grande rivoluzione.

fonte: www.andreavallascas.it

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