I Testa e le Puppato: per qualcuno il popolo deve obbedire e non pensare

da | 29/03/2017 | Articoli | 0 commenti

Per qualcuno il popolo deve obbedire e non pensare

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Qualcuno si aspettava che dopo una sconfitta fragorosa e totale come quella referendaria, il PD e larga parte della presunta e autoproclamata intellettualità iniziasse un doveroso mea culpa; invece constatiamo come i sostenitori del Sì si siano trincerati in uno stato di lesa maestà: il popolo lo amiamo solo se vota come diciamo noi.

Vedi la senatrice Laura Puppato del PD :”Fuga dei cervelli c’è, all’estero ha vinto il Sì” che dà palesemente degli idioti ai 19 milioni di italiani che hanno deciso di dire No al loro obbrobrio costituzionale; o ancora il famoso Testa, il turista di Capalbio, mente illuminata del cerchio tragico renziano, ex-rutelliano ex-veltroniamo, ex-bersaniano, ex-verde convertito al nucleare, che sostiene che: “Il Sì fa il risultato migliore a Milano Bologna Firenze e il peggiore a Napoli, Bari, Cagliari. C’è altro da aggiungere?”, dunque il signor Testa rimarca lo stacco di civiltà tra il progredito Nord e il retrogrado Sud, animato da terroni trogloditi, che hanno, secondo la sua personale convinzione, mostrato inferiorità culturale.

Sarà che al Sud si sprofonda e le persone si sono fatte più acute? Riflessive? Sarà che dopo decenni di messe cantate non ci si fa più incantare dalla fuffa? Testa è deluso, ce n’è una lunga schiera. Dopo un anno di aratura, che ha cercato di condizionare le menti e pescare a piene mani sulle urgenze del Meridione e non solo, a vincere sono rimasti in due: l’ex uomo della provvidenza e Lotti, convinti di avere il 40% dei consensi. Io posso dire a Testa e ai suoi simili che non si può che constatare che il No è stata anche una risposta verso un certo analfabetismo intellettuale, verso la piccineria di certe figure, la mediocrità di una certa politica, il servilismo peloso di molti giornalisti. Un popolo intelligente come il nostro non vuole più essere etero-guidato. Fatevene una ragione.

fonte : www.andreavallascas.it

articolo pubblicato su Cagliaripad, all’interno della rubrica CagliariPed – Parlamento e dintorni, il giorno 09 dicembre 2016

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