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Ramon rileva la radioattività

Ramon rileva la radioattività

La questione sollevata dall’interpellanza è di straordinaria rilevanza per le molteplici implicazioni che comporta e che sono facilmente desumibili dal testo dell’atto; Le questioni affrontate spaziano dalla prevenzione delle patologie tumorali, ai rischi correlati all’esposizione alle radioattività, alla tutela dell’ambiente, al controllo dei livelli di radioattività dei siti militari o di altri siti d’interesse, come le ex centrali nucleari o i centri di medicina nucleare;

A questo si aggiungono le questioni direttamente connesse alle servitù militari. E cioè l’indisponibilità e lo stato di conservazione di ampie porzioni del territorio nazionale, impiegato a vario titolo nelle attività di addestramento ed esercitazione di contingenti sia italiani sia stranieri con l’uso di armamenti la cui pericolosità non è mai stata chiarita; Il nocciolo del problema è stabilire, in relazione alla rete “Ramon”, che cosa fa, o che cosa potrebbe fare, o ancora che cosa non fa lo Stato, pur avendone i mezzi, per prevenire e contrastare l’insorgenza di patologie tumorali;

L’interpellanza nasce dalla necessità di verificare la veridicità e la fondatezza di un articolo di stampa, pubblicato dal Fatto quotidiano il 13 maggio scorso con il titolo: “La rete che misura i rischi ambientali: per lo Stato è top secret”; L’articolo di stampa riportava la notizia che, a partire dagli anni 60 sarebbe operativa in Italia una rete di rilevamento della radioattività dell’aria;

La rete sarebbe dotata di 1237 stazioni di rilevamento dislocate su tutto il territorio nazionale. Sarebbe emerso che, inizialmente, l’operatività della rete fosse legata alle attività dei poligoni militari e comunque all’attività militare; L’articolo sosteneva che i dati sarebbero raccolti in tempo reale e trasmessi al Viminale che ne garantirebbe la custodia; E questo nella totale segretezza. I dati non sarebbero infatti accessibili o pubblicabili, ma sarebbero secretati; Il tutto è partito a seguito della scoperta di un rilevatore rinvenuto in prossimità del poligono di Teulada in Sardegna;

A sostegno dell’ipotesi giornalistica, il quotidiano ha riportato anche la circostanza che, a seguito di una richiesta di accesso agli atti, da parte del giornale, ai 20 comandi regionali, il capo del dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile Francesco Antonio Musolino (ex prefetto di Genova) avrebbe giustificato il diniego sostenendo che “la rete Ramon godrebbe di un’autonomia garantita per legge rispetto al sistema di controllo ambientale”;

Si tratta di affermazioni molto gravi perché appunto sottendono l’esistenza di una rete in grado di raccogliere e archiviare dei dati di straordinaria importanza per la salute, ma questi dati verrebbero tenuti segreti; La segretezza dei dati si inserirebbe, tra l’altro, in un contesto in cui persistono forti preoccupazioni sulla radioattività dei nostri siti militarti, solo per restare nell’ambito dei siti militari; Tutta la questione relativa alla sicurezza dei poligoni e delle aree interessate da servitù militari suscita preoccupazione e dubbi che non sono stati mai pienamente chiariti e dove spesso le analisi e i test si accavallano e contraddicono;

Il giornale riferisce, tra l’altro, la circostanza che proprio a Teulada vengano sparati i missili Milan, che utilizzerebbero, come tracciante, il Torio 232, che potrebbe determinare un aumento del rischio tumori; Una scoperta, quella di Teulada, che ci consente una riflessione su uno dei temi centrali per la Sardegna, tema che l’interpellanza richiama con insistenza; Il 61% di servitù militari di tutta l’Italia si trova in Sardegna. Circa 35 mila ettari di territorio sono occupati da attività militari e sottratte all’agricoltura, alla pesca, al turismo; Nell’isola sono presenti strutture e infrastrutture al servizio delle forze armate o della Nato; Si va dai poligoni missilistici (Salto di Quirra a Perdasdefogu) e per esercitazioni aeree (Capo Frasca), ai poligoni per le esercitazioni a fuoco (Capo Teulada), agli aeroporti militari (Decimomanu), ai depositi di carburanti; Per non parlare dello scempio ambientale causato dai poligoni e dalle basi dismesse e mai pienamente bonificate; Ci sono ampi territori e comunità la cui economia è stata da prima condizionata dalla presenza dei militari, pensiamo a La Maddalena; Quegli stessi territori continuano ad essere limitati nelle proprie attività produttive e sociali, nonostante i militari se ne siano andati da decenni; Nel complesso le servitù militari rappresentano un peso sproporzionato per le ampie porzioni di territorio sottratte alle comunità e alle attività naturali, come il turismo, l’agricoltura e la pesca;

Ed è spropositato per la portata del danno cui viene sottoposto un territorio costantemente e letteralmente “bombardato” da armi la cui pericolosità per le persone e l’ambiente è oggetto di un balletto di mezze dichiarazioni da parte degli organi ufficiali; Se la rete Ramon fosse pienamente funzionante, sarebbe imbarazzante e vergognoso il comportamento dello Stato che, per ragioni non chiare di equilibri internazionali, sta occultando dei dati significativi sulla qualità dell’ambiente; In questi anni, proprio in Sardegna per quanto riguarda le servitù militari, abbiamo assistito a una molteplicità di notizie contradditore, nonché di omissioni sulla pericolosità dei siti militari; Questo discorso è naturalmente valido per qualsiasi regione d’Italia e per qualsiasi sito a rischio;

A questo proposito è assolutamente doveroso soffermarsi su un tema rilevante che l’interpellanza richiama con forza e cioè l’inadeguatezza della rete di monitoraggio dei territorio a rischio per quanto riguarda l’insorgenza delle patologie tumorali; Ricordo i tempi lunghi di attuazione delle disposizioni sull’istituzione dei sistemi di sorveglianza e dei registri di mortalità, dei tumori e di altre patologie; I registri tumori, la loro dislocazione nel territorio italiano, la loro efficienza, è una mappa che contiene troppi spazi bianchi: un insieme di incompiute più per colpa degli amministratori pubblici che per volontà e disponibilità degli operatori del mondo della sanità; Tutto questo impedisce ovviamente qualsiasi attività di prevenzione e pianificazione sanitaria nel territorio nazionale, con particolare interesse soprattutto per quei luoghi interessati da siti industriali in prossimità dei centri abitati;

In conclusione desidero fare un’ultima riflessione. La notizia giornalistica, da subito apparsa plausibile per la qualità e la quantità dei dati a supporto della ricostruzione, potrebbe aprire una prospettiva importante; L’auspicio è che non si verifichi la vergognosa e contraddittoria circostanza che alcuni organismi dello Stato siano impegnati nella raccolta e nell’elaborazione di dati preziosi per la salute dei cittadini. Mentre altri, pur avendo questi dati, non li mettono a disposizione; E questo in un contesto in cui intere popolazioni attendono di conoscere con onestà e chiarezza se poligoni e siti industriali presenti nel territorio siano inquinanti e dannosi per la salute dei residenti.

 

Rete Ramon

interpellanza Rete Ramon

fonte: www.andreavallascas.it

 

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