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Le due Italie delle tragedie: quella che si rimbocca le maniche e quella che chiacchiera

Ieri decine di cittadini con la fascia tricolore erano a Roma, riuniti in un Sit-in di protesta in piazza Santi Apostoli: sono il volto più dignitoso e più coraggioso del nostro Paese. Lo hanno fatto per sostenere gli amministratori locali e per dare un volto alle tante comunità ferite dal terremoto che ha colpito il Centro Italia. Un comitato privo di connotazioni politiche, nato perché alle promesse seguano i fatti. Hanno legittimamente chiesto che fine avessero fatto i soldi promessi. Compresi quelli dati sulla spinta di una grande generosità dai cittadini italiani. Domanda che noi stessi come Movimento abbiamo fatto al Governo. A distanza di parecchi mesi, molti si chiedono dove siano le famose casette che dovevano arrivare verso dicembre, dove siano le tensostrutture che dovevano essere adibite a stalle e perché non siano state rimosse nemmeno le macerie.

Pareva che la soluzione, come nella prassi italiana, fosse quella di trovare un commissario straordinario, dunque sarebbe stato sufficiente il bla bla bla di Matteo Renzi e la nomina di Errani a risolvere tutti i problemi. Eppure a Norcia, giorni fa, hanno assegnato le prime 20 casette. Sapete come? Tirando a sorte tra 89 aventi diritto.

Come giudicate questa pratica? Intanto il “Conte Gentiloni”, con la sua consueta attinenza alla realtà e in piena scia renziana, in audizione al Senato, si diceva orgoglioso. Di cosa, viene da chiedersi? Ma chiaro dell’opera dei nostri soccorritori, della grandezza dei nostri uomini sul Rigopiano, della nostra Protezione civile. Come non esserlo? Ma il loro lavoro non è una medaglia che il Governo ha il diritto di appuntarsi. Alla parte politica compete altro.

Per esempio snellire le procedure, velocizzare i processi e assicurarsi della loro trasparenza, stanziare finanziamenti e fare in modo che arrivino per tempo ai destinatari giusti. In questi casi il tempo è vitale. Caro Gentiloni, come non essere orgogliosi del lavoro di migliaia di italiani? Ma come non provare vergogna a fronte di impegni presi e poi evasi? Basta ascoltare le dichiarazioni dei mesi passati di Renzi per capire l’enormità delle bufale.

Invece Gentiloni punta il dito sugli avvelenatori dei pozzi. Chi sarebbero? Quelli che chiedono azioni concrete? Promette un decreto per sopperire al ritardo colpevole del suo e del precedente Governo, quello sempre in gita, più impegnato a fare scampagnate elettorali in lungo e in largo per la campagna referendaria, piuttosto che a rispondere alla richiesta di aiuto delle nostre comunità. E i risultati si vedono. Qualcuno si assuma delle responsabilità.

 

articolo pubblicato su Cagliaripad, all’interno della rubrica CagliariPed – Parlamento e dintorni, il giorno 27 gennaio 2017

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