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Eni, M5S – Governo supino e incurante del futuro della chimica verde

Eni, M5S – Governo supino e incurante del futuro della chimica verde

Eni, M5S: “Governo supino e incurante del futuro della chimica verde”
Roma, 16 dicembre 2015 – «Il Governo si appiattisce supinamente sulle posizioni di ENI addirittura chiedendo di espungere dalla risoluzione targata M5S i passaggi più critici  che facevano riferimento alla controversa storia di ENI, all’inquinamento prodotto dalla petrolchimica e persino alle riflessioni delle sigle sindacali raccolte in audizione dalla Commissione X. Ma il Governo non condivide neanche il ruolo centrale che nel prossimo futuro avrà la “chimica verde” per lo sviluppo del nostro Paese, ritenendo ancora centrale e strategica la chimica tradizionale e non, come pensa il M5S, necessaria e finalizzata a una transizione attenta ai livelli occupazionali e alle esigenze industriali verso la chimica verde». È il commento dei deputati del M5S in Commissione Attività produttive alla riformulazione della risoluzione firmata da Marco Da Villa e Andrea Vallascas.
«Ha fatto molto notizia lo scambio di tweet tra ENI e la trasmissione Report sulla vendita di Versalis. Ciò che sembra far meno notizia è che ENI, oltre a sottrarsi alla più nota trasmissione d’inchiesta italiana salvo poi prodigarsi nel contraddittorio sul social network, si nega ormai da mesi alla commissione attività produttive della Camera – sottolinea Da Villa – Più volte il M5S ha sollecitato il Presidente  della Commissione Guglielmo Epifani a chiedere la presenza della partecipata pubblica, senza ottenere risposte. Siamo giunti addirittura al paradosso per cui dalla stessa maggioranza arriva in Parlamento una risoluzione di impegno al Governo proprio su questo tema. Ma se volesse, il Ministero dell’economia è azionista di controllo di ENI e potrebbe far valere il proprio peso per far mantenere gli impegni assunti non più di un anno fa, quando De Scalzi, proprio alle commissioni della Camera, ribadiva il valore strategico della chimica verde, che rappresentava a suo dire per Versalis una opportunità di business con elevate prospettive di crescita, e complementare alla chimica tradizionale».
Del resto, era una conferma delle altisonanti parole del suo predecessore Scaroni: “Vogliamo fare della Versalis il leader mondiale del settore della chimica verde ”. E invece sulle prospettive dell’azienda mantovana si allunga l’ombra sinistra di un silenzio che sa molto di retromarcia: appena un mese fa, presidente e amministratore delegato di Versalis S.p.A. non si sono nemmeno presentati al tavolo sulla situazione aziendale, dopo le voci di possibili cessioni di quote a un fondo di investimento americano, mentre proprio Report avanza domenica scorsa il sospetto che, dietro l’improbabile presunto compratore, ci possa essere in realtà la banca d’affari Rothschild di cui Scaroni divenne vicepresidente poco dopo la mancata conferma in ENI.
«La risoluzione del M5S pretende che il Governo faccia la sua parte imponendo con la massima tempestività, da azionista di controllo di ENI, chiarezza sulla sorte di Versalis, e promuovendo una soluzione che ne mantenga gli investimenti nei settori puliti e innovativi e potenzi quelli nella green chemistry, con un occhio alla necessaria salvaguardia dei livelli occupazionali ».
Eni - Versalis

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