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Come svuotare il mare con un cucchiaino.

Come svuotare il mare con un cucchiaino.

di Andrea Vallascas
Da qualche tempo molti degli attivisti o simpatizzanti del M5S mi chiedono di essere informati sul lavoro che noi portavoce svolgiamo alla camera e al Senato. Come molti di voi sapranno, la censura applicata verso tutto ciò che di positivo ci riguarda, da parte degli organi di informazione rende molto difficile comunicare la bontà del nostro lavoro e lo sforzo che quotidianamente dobbiamo sopportare per superare le barriere che a tutt’oggi ci vengono poste a guardia della conservazione del potere dei vecchi partiti.

L’ultima di una lunga serie di collisioni contro il famoso “muro di gomma” è rappresentata dagli emendamenti da me proposti a favore di un riequilibrio della condizione di sfavore che la Sardegna vive a causa dell’alto prezzo dell’energia sopportato da famiglie e imprese.

In occasione della discussione in commissione attività produttive della conversione in legge del cosiddetto decreto del fare (decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia), all’articolo 4 si è dovuto affrontare il nodo delle “norme in materia di concorrenza nel mercato del gas naturale e nei carburanti” con particolare riferimento alla riorganizzazione della rete distributiva in favore della risorsa del gas naturale a scapito dei carburanti liquidi su cui è maggiormente incentrata l’attuale Strategia Energetica nazionale propugnata dall’attuale governo.

Come è noto (e come si può notare dalla tabella sottostante) la Sardegna per via dell’assenza di rete distributiva proprio del Metano paga costi energetici molto alti che si ripercuotono sullo sviluppo e sull’occupazione.

 

Come è ovvio e come sempre abbiamo detto, non può essere certo la metanizzazione dell’isola con i conseguenti danni ambientali che ne deriverebbero a risolvere il problema energetico Sardo basti infatti ricordare che i giacimenti presenti in Algeria che avrebbero fornito metano alla Sonatrach, la società che avrebbe dovuto mettere in piedi il GALSI, avrebbero garantito metano solo per un’altra ventina d’anni, cioè quasi nulla in un ottica di investimento, che è quindi non conveniente nemmeno dal punto di vista economico; un progetto peraltro pensato, manco a dirlo, come una servitù di passaggio (un’altra !!) da realizzarsi con 150 milioni di euro della regione (cioè nostri) per la “realizzazione di un gasdotto destinato all’importazione di gas naturale dall’Algeria all’Italia senza alcuna possibilità di distribuzione interna regionale, data l’assenza di una rete di distribuzione che non verrebbe mai costruita per mancanza di redditività dell’investimento. Ciò che è invece necessario è l’attuazione di politiche energetiche di risparmio e di produzione da fonti rinnovabili ed ecocompatibili, su cui l’Italia (manco a dirlo) e la Sardegna su tutti è colpevolmente in ritardo sia nella produzione che nella ricerca.

Riprendendo il discorso dell’articolo suddetto prevede che la riorganizzazione della rete distributiva venga fatta utilizzando i denari del fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32. Soldi che vengono versati anche dai gestori degli impianti sardi.

Qui di seguito potete leggere il testo degli emendamenti presentati che sono stati ritenuti dalla commissione “inammissibili” in quanto di carattere “regionale”. Se non ci fosse da piangere credo che potrebbe essere definita una situazione ridicola. Una dimostrazione che della Sardegna in queste stanze Romane non gliene fotte assolutamente nulla a nessuno. Lo dico affinché ne prendiate coscienza.

Nell’attesa di soluzioni sarebbe opportuno pensare a dei correttivi fiscali di bilanciamento e gli emendamenti seguenti erano tesi a ristabilire un minimo di equità e di risarcimento per le diseconomie che rendono ormai la nostra regione più simile a una “legione straniera” che a un territorio dell’Unione Europea.

Tutto questo nel silenzio assordante dei rappresentanti sardi dei partiti Romani.

Leggete le proposte e giudicate voi.

Art. 4 Comma 8 (ex novo)

In considerazione della totale assenza di reti di distribuzione di gas naturale nel territorio della Regione Autonoma della Sardegna, si dispone l’esenzione dai contributi previsti dal fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, a carico di titolari  di  concessione  o  autorizzazione  e  dei gestori operanti nella suddetta Regione, ferma restando la disponibilità di tali fondi per la razionalizzazione della rete di distribuzione della stessa regione secondo quanto disposto dal comma 7 del presente articolo per tutto il territorio nazionale.

 

Art. 4 Comma 9 (ex novo)

In considerazione della totale assenza di reti di distribuzione di gas naturale nel territorio della Regione Autonoma della Sardegna, si dispone l’esenzione totale delle accise per le quantità di gas GPL consumate sul territorio regionale sia per autotrazione che in bombola. Si dispone altresì che, al fine di sconfiggere la perdurante pratica collusiva nella definizione delle strategie commerciali degli operatori, che ha determinato a tutt’oggi un prezzo del gas in bombola doppio rispetto a quello correntemente praticato sui mercati nazionali, il prezzo del gas GPL,  prodotto e commercializzato nella suddetta Regione, venga stabilito dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas in funzione del prezzo medio depurato dalle accise rilevato sul territorio nazionale.

Art. 4 Comma 10 (ex novo)

In considerazione della totale assenza di reti di distribuzione di gas naturale nel territorio della Regione Autonoma della Sardegna, si dispone la totale esenzione della componente A3 dalle tariffe applicate sulle utenze elettriche domestiche e non domestiche di tutto il territorio della suddetta Regione.

Art. 4 Comma 11 (ex novo)

A copertura delle mancate entrate erariali previste di cui ai commi 9 e 10 del presente articolo si istituisce un fondo separato di compensazione presso il fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, alimentato dall’aumento di 0,25  centesimi di Euro per metro cubo dell’accisa sul consumo di gas metano consumato su tutto il territorio nazionale, introito stimato in circa 200 milioni di euro di cui 100 riservati a compensazione delle mancate entrate spettanti alla Regione Autonoma della Sardegna dalla riscossione delle accise sul Gas GPL così come disposto dalla vigente normativa fiscale.

Emendamenti TUTTI dichiarati inammissibili che mi riservo di ripresentare in aula.

Un saluto
Andrea Vallascas

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Un commento

  1. maurizio corrias

    a me sembrerebbero ottimi emmendamenti … è il minimo che ci possono dare visto lo svantaggio , grazie Andrea continuate cosi tenete duro, non è facile spiegare ai sardi il vostro grande impegno… solo 1 su 100 capisce e rifiuta gli altri partiti , ma, credimi nemmeno ti ascoltano è un popolo disperato quello sardo e vuole soluzioni non gli interessa da quale parte.

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